Biografia di Togliatti in una pagina

Palmiro Togliatti Nacque nel 1893 a Genova. Nel 1919 fondò il periodico "Ordine Nuovo" insieme a Gramsci e partecipò al movimento dei consigli di fabbrica. Al congresso di Livorno del 1921 partecipò alla nascita del P.C.d'I. Nel 1926 per sfuggire alle persecuzioni del regime fascista fuggì all'estero, a Mosca. Rimase in esilio per diciotto anni, trascorsi soprattutto a Mosca, in qualità di rappresentante del PCI nella Terza internazionale della quale divenne segretario nel 1937. Dopo l'arresto di Gramsci, prese le redini del partito ormai messo fuorilegge dal regime dei fascisti. Il suo lavoro antifascista trovò il suo culmine a partire dal 1935 con l'avvio della politica di "unità antifascista" espressa nei fronti popolari. Fu in missione politica in Spagna, come segretario della Terza Internazionale, a sostegno della difesa del governo democratico assalito dalla violenza di Francisco Franco ed alleati. Allo scoppio della II guerra mondiale fu arrestato in Francia, riparò di nuovo in Unione Sovietica ed infine nel 1944 potè tornare in Italia. Sbarcato a Salerno, nel sud Italia già liberato, a sorpresa appoggiò il governo di larghe intese di Badoglio, accantonando momentaneamente la questione istituzionale (svolta di Salerno). Partecipò attivamente alla stesura della nostra Costituzione democratica ed ai governi Bonomi, Parri e De Gasperi, ricoprendo la carica di Ministro di Grazia e Giustizia. Nel 1946 il Pci ha due milioni di iscritti. Non predica la rivoluzione, ma la via nazionale al socialismo: contro il latifondo, i monopoli e la Nato; Togliatti concede l'amnistia ai fascisti, promuove un nuovo concordato con il Vaticano, modella un sindacato "cinghia di trasmissione del partito", attira intellettuali e "ceti medi". Alleato con Nenni nel Fronte popolare, viene sconfitto alle elezioni del 1948 ed estromesso dal governo. Sempre nel 1948 viene ferito in un attentato. Fedele all'Italia e all'Urss, nel 1956 (VIII congresso) fu vivace fautore della "destalinizzazione" e lanciò la linea della "via italiana al socialismo": "un regime di democrazia progressiva che attuasse un complesso di riforme della struttura economica e sociale, facendo accedere alla direzione del paese tutte le forze delle masse lavoratrici". Togliatti muore nel 1964 a Yalta (Urss) per ictus cerebrale, lasciando incompiuto un celebre memoriale nel quale ribadiva la "via italiana al socialismo" e il rifiuto di ogni modello predeterminato di socialismo. Ai suoi funerali a Roma un milione di persone, una manifestazione di popolo che segna il costume italiano.